Rilievo fotogrammetrico di una valanga

La fotogrammetria aerea ha avuto un grande impulso grazie ai droni. Si tratta di una tecnica di rilievo che consente di ottenere informazioni metriche (forma e posizione), di oggetti tridimensionali (terreno, manufatti,..), mediante interpretazione e misura di immagini fotografiche ottenute con macchina da presa montata su un mezzo  aereo.

Con i droni si possono rilevare e catalogare ampie zone di territorio con un grado di precisione equivalente a quello della topografia tradizionale  a terra, ma in tempi molto più rapidi ed acquisendo molti più dati. D’altro canto sono molto più economici dei mezzi aerei tradizionali.

Rendering 3D del fronte della valanga che ha danneggiato il Rifugio Bezzi in Val Grisenche

L’ultimo nostro rilievo fotogrammetrico con drone eseguito in collaborazione con il nostro partner in Val d’Aosta Studio Grinfan è avvenuto su una una valanga che ha recentemente danneggiato il Rifugio Bezzi in Val Grisenche.

Obiettivo del rilievo di circa una sessantina di ettari è uno studio nivologico attraverso l’analisi del modello 3D, ortofoto e curve di livello, a partire dall’elaborazione dei dati acquisiti dal drone. A fine di migliorare l’accuratezza del rilievo il nostro partner Studio Grinfan ha provveduto a battere dei target a terra.

Un buon esempio d’integrazione di lavoro tradizionalmente svolto da geometri e nuove tecnologie aeree.

 

Un nuovo drone nella flotta

Da oggi la flotta Salt & Lemon si arricchisce di un nuovo drone. Si tratta di un eBee RTK Sensefly ad ala fissa, uno degli strumenti più sofisticati e precisi per lavori di fotogrammetria aerea.

Dotato di varie camere per la fotografia permette di mappare grandi estensioni di territorio in poco tempo.

Grazie alla tecnologia GPS RTK la sua precisione nella restituzione dati è sorprendente: solo pochi centimetri di errore.

Con questo mezzo Salt & Lemon può oggi offrire la mappatura di aree estese a prezzi competitivi.

Macchine a guida autonoma e droni

Ovvero la sfida della mobilità nelle megametropoli…

E’ online il video dello spot del progetto Pop.Up, frutto della partnership tra Italdesign (Giugiaro) ed Airbus:

Si tratta di un sistema pioneristico di trasporto modulare terra e aria, completamente elettrico ed a zero emissioni, di cui Salt&Lemon ha curato le riprese aeree per conto di Frame Communication.

Pop.Up, presentato alla 87-esima edizione del Salone dell’auto di Ginevra, integra tre livelli di tecnologia: intelligenza artificiale, moduli a guida autonoma aerea e terrestre e un’interfaccia utente calata in un ambiente completamente virtuale.

Il mercato dei Droni in Italia

Secondo i dati diffusi da ENAC, le aziende attive nel settore dei droni in Italia sono ad oggi oltre 2.500. Più di 1.900 tra queste, sono operatori autorizzati solo per “operazione non critiche”, cioè che non prevedono il sorvolo di aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani e infrastrutture sensibili. Gli operatori autorizzati per le “operazioni critiche”, che necessitano di specifiche procedure per assicurare il necessario livello di sicurezza, sono circa 400. Gli operatori che impiegano mini-droni del peso inferiore ai 300 grammi, considerati inoffensivi ed utilizzabili anche in aree cittadine, sono circa 200.

Salt & Lemon si colloca in tutte le fasce essendo operatore abilitato sia per le operazioni critiche che per le operazioni non critiche e avendo nella sua flotta anche un drone certificato di peso inferiore ai 300 grammi.

Vantaggi della termografia aerea – una testimonianza

Flessibilità, sicurezza e rapidità nell’intervento, completezza dei risultati e non ultimo economicità del servizio sono le cinque ragioni per cui un’analisi  termografica effettuata con i droni risulta nettamente più utile e praticabile di una equivalente svolta a terra da personale tecnico.

Lo spiegano nel video gli ingegneri Francesco la Grotteria ed Enrico Guiot (titolare dello Studio Pinerolo Ingegneria) che, a fronte di un impianto fotovoltaico di circa 800 KW che perdeva il 30% di energia prodotta, ci hanno chiesto di effettuare un lavoro termografico aereo per identificare i pannelli difettosi.

Il rilievo è stato svolto in una giornata -l’equivalente con personale avrebbe richiesto almeno una settimana- e il risultato dell’elaborazione dei dati acquisiti  non solo ha confermato il numero di moduli difettosi ipotizzati da una precedente analisi elettrica dell’impianto (convalidando in questo modo la metodologia) ma ha anche permesso di identificare  singolarmente i moduli difettosi e la tipologia di guasto relativa.

In sintesi la termografia aerea con i droni per le sue caratteristiche di efficacia ed economicità risulta indispensabile per le attività di manutenzione degli impianti fotovoltaici.